L’intervistaPietro Delle Cave, Anlas 


di Ugo Passerini


 


Fidatevi di noi


IN UN SETTORE DIFFICILE COME QUELLO DEI PNEUMATICI, LA CASA TURCA SI STA MUOVENDO BENE, FACENDOSI APPREZZARE “SUL CAMPO”. DUE ANNI IN CRESCITA


 


All’EICMA 2017 saranno due anni che Anlas, marchio turco di pneumatici, è entrato nel mercato italiano grazie all’iniziativa di Pietro Delle Cave, che ne è anche responsabile per l’Europa. Dinamico cinquantacinquenne con un’esperienza già trentennale nel settore, Delle Cave ha dato una impostazione ben precisa alla sua strategia per affermare il suo prodotto emergente in un territorio “difficile” sia per il tipo di utente sia per la presenza di marchi storici e affermati.


 


– È difficile importare pneumatici turchi in Italia dove ci sono marchi storici e famosi?


Gli aspetti burocratici e fiscali sono impegnativi come si può immaginare. Per quello commerciale, più interessante, il mercato riconosce spazio al nuovo, è aperto e curioso, ma il rivenditore che opera nel settore pneumatici per moto, meno frazionato di quello per auto dove ci sono moltissimi marchi di ogni parte del mondo, è più inibito dalle logi- che contrattuali a proporre prodotti emergenti. D’altra parte il motocicli- sta più esperto va dal suo gommista a chiedere un pneumatico specifico, e la domanda nel segmento di moto performanti è al 90% per marchi af- fermati. Per questo noi ci rivolgiamo direttamente all’utenza, ci parliamo, mostriamo il prodotto in manifesta- zioni di turismo e adventouring dove la nostra gamma è già apprezzata da molti per le sue qualità adatte al tipo di utilizzo. Grazie a questo, la crescita di immagine in breve è sta- ta vertiginosa, ne siamo soddisfatti e stiamo mettendo in atto le risorse per ottenerne un ritorno nel medio e lungo termine. Affermarci in Italia ci serve per poter entrare anche in altri Paesi, perché  il nostro è un mercato di riferimento, per la  sua  dinamicità e prestigio. Attual- mente abbiamo 200 punti vendita Anlas su un totale nazio- nale di 4500.


- Cosa comprende oggi la vostra gamma?


Abbiamo una gamma specifica invernale dove siamo partiti con 13 misure per scooter e moto, e siamo gli unici a crescere, nel solo ultimo anno talmente tanto, da proporre oggi 44 misure, laddove i leader di mercato ne hanno 7 o 8. Abbiamo 4 disegni di battistrada per i diversi tipi di utilizzo, dallo stradale puro, il Winter appunto, all’RD, stradale al 90%, quindi l’R (stradale al 70%) per arrivare all’X che è stradale solo al 40% e 60% fuoristrada. Recentemente   poi   abbiamo   presentato anche l’Extreme, enduro competizione che è dedicato solo all’uso fuori dell’asfalto.


– È in previsione allargare la gamma?


Decisamente sì. All’EICMA presentiamo una misura Winter che completerà la disponibilità per tutte le maxienduro e crossover, la 190/55-17”, per Ducati Multistrada. Per gli scooter ampliamo la gamma invernale con misure di carcasse radiali per tutti i cerchi per gli Honda SH. Inoltre in questi giorni stanno terminando i test di un pneumatico con cui entreremo in un segmento per noi ancora nuovo, più sportivo ma sempre con una impostazione “di nicchia”. Sarà una sorpresa.


–Dove nascono gli Anlas?


«Lo sviluppo su strada è in Turchia, dove c’è la produzione. Nello stabilimento c’è anche la progettazione e i macchinari per l’omologazione europea. La rifinitura della messa a punto del prodotto definitivo si svolge in Italia. Ci avvaliamo di utenti e piloti molto qualificati.


–Ma con i pneumatici si guadagna?


«Le coperture per moto sono solo il 5% del totale fatturato nel settore Il prodotto in generale ha perso marginalità, la vendita online ha ridotto il guadagno, ma è anche “colpa” del rivenditore che talvolta accetta di guadagnare 10 Euro a pneumatico. L’era dei listini gonfiati è finita e bisogna decidere come posizionarsi, se essere un prodotto Premium oppure no. Noi abbiamo deciso che il nostro listino è reale, a chiunque ci contatti rispondiamo che il prezzo è quello».


 


–C’è garanzia su un pneumatico?


Se si riscontra un problema dopo l’acquisto del pneumatico, si torna da chi l’ha venduto che gestirà il problema direttamente o con il costruttore. Si deve conservare lo scontrino per dimostrare l’acquisto e se il difetto è riconosciuto si riceve un rimborso per la quantità di pneumatico non utilizzato, cioè si misura il battistrada e si determina la percentuale che resta per determinare l’importo che sarà rimborsato. La garanzia sui difetti di fabbricazione sui pneumatici Anlas è a vita, indipendentemente dai chilometri, e a seconda del problema può bastare una foto da mostrare al rivenditore fino a dover spedire la copertura difettosa in azienda.